Giochi per Halloween - Castlevania Symphony of the Night

 Siamo in ottobre, la cosiddetta “Spooky Season” che conduce alla mia ricorrenza preferita in assoluto: Halloween! Si, ho da sempre avuto una particolare predilezione per tutto quanto è macabro e sinistro, magari anche in tono scherzoso, non necessariamente sempre truculento, ma comunque fantasmi, vampiri e mostriciattoli vari (il termine anglosassone “ghoulies” è perfetto per indicare tutto ciò) la fanno indisturbati da padroni nel mio immaginario personale.

Detto questo, non è quindi difficile comprendere come la serie di Castlevania sia una delle mie saghe videoludiche preferite fin dai tempi degli 8/16 bit. Trovo che la rivisitazione in chiave nipponica delle classiche ambientazioni horror di stampo europeo dei primi tre titoli, Castlevania, Castlevania 2 Simon’s Quest e Castlevania 3 Dracula’s Curse sia un vero e proprio miracolo, dato che riesce a sommare e sintetizzare in tre giochi nati per il Famicom/NES, in maniera evocativa e riconoscibilissima, tutto l’immaginario e l’estetica dell’horror gotico, aggiungendo una nota squisitamente orientale al tutto.

Questo “stato di grazia orrorifico” è poi continuato a maturare anche negli altri titoli della serie su console e altri sistemi, fino a giungere, nel 1993, all’apparente ultima vetta in termine di stile e gameplay, Rondo of Blood, un vero e proprio CAPOLAVORO! Si poteva fare meglio in proposito? Lo aveste chiesto a qualunque appassionato all’epoca, vi avrebbe risposto di no. E invece…

Avete presente il mood perfetto per Halloween?

Invece, da li a qualche anno, Konami avrebbe raggiunto per davvero la perfezione, andando a posizionare una bella pietra (tombale) miliare non solo al proprio franchise, ma a tutto il mondo dei videogames in generale. Stava arrivando Castlevania Symphony of the Night!

Il gioco, tredicesimo della serie, venne pubblicato in Giappone per la prima volta nel 1997 sulla prima Playstation e, soltanto l’anno successivo, anche per il Sega Saturn. Qualche mese dopo uscì anche in America e in Europa, giusto giusto durante il periodo di Halloween, scelta a mio avviso piuttosto azzeccata.

Symphony of the Night (d’ora in poi SOTN, che sennò consumo i tasti del pc) è il seguito diretto di Rondo of Blood, cosa che si capisce già dalle primissime battute del gioco, visto che come introduzione,senza neppure capire da che parte siamo girati, dovremo affrontare il Boss finale del titolo precedente, ovviamente nei panni di Richter Belmont. Una volta archiviato lo scontro, potremo entrare nella storia vera e proprio di questo capitolo, nei panni del tenebroso Alucard.

La vicenda prende il via cinque anni dopo gli avvenimenti di Rondo of Blood quando, dopo aver sconfitto Dracula, Richter sparisce misteriosamente per quattro inverni, per poi ricomparire come per magia pieno di boria e autodefinendosi nientemeno che il vero Signore del Castello di Dracula. La ricomparsa del potere malvagio di Castlevania e del suo “nuovo padrone”, finisce per risvegliare Alucard dallo stato di morte apparente in cui si trovava. Si, perché il nostro, nonostante parteggi per i “buoni”, è in realtà il figlio di Dracula stesso (oltretutto, per chi non se ne fosse già accorto, provate a leggere Alucard al contrario…) e come tale dispone di grandi poteri vampirici.

Peccato che una volta entrato nel maniero per far valere le sue ragioni con il nuovo inquilino abusivo, questi gli vengano sottratti dalla Morte in persona. Per portare a termine il gioco, naturalmente, dovremmo recuperali uno ad uno, esplorando il Castello, sconfiggendo orrendi nemici e risolvendo enigmi, as usual.

SOTN, a differenza dei suoi predecessori (tolto il secondo episodio), non è un tradizionale platform, pur mantenendone la struttura. Ci troviamo infatti davanti a un vero e proprio action rpg, con statistiche, livelli e abilità ecc. nel quale dovremo percorrere in lungo e in largo il castello, cercando sempre di usare l’equipaggiamento più adatto per il tipo di nemico che andremo ad affrontare. Spessissimo dovremo inoltre tornare sui nostri passi, anche perché dopo aver recuperato la capacità di trasformarci in lupo, pipistrello o nebbia, alcune zone prima inaccessibili saranno pronte per essere esplorate!

Come ho già detto, non sarà solo combattimento e esplorazione. Saremo chiamati infatti a risolvere anche numerosi enigmi ambientali, alcuni dei quali davvero originali. Ma i misteri di Castlevania non finiscono qui. Infatti, in giro per il palazzo, saranno presenti delle location e degli oggetti che, nonostante i nostri sforzi, sarà ben dura capire a cosa servono. Come il cannocchiale nella stanza sospesa nel vuoto. Se ha un significato o un’utilità, io non l’ho capita. E si che ho completato il gioco al 200%!

Fermi tutti maestrini/e dalla penna rosso sangue! Ho scritto 200% proprio perché, una volta sconfitto il Boss finale e completato il gioco al 100%, scopri di essere a metà dell’opera! Per finire realmente SOTN, dovremo infatti affrontare nuovamente il gioco nello stesso castello… invertito! Si, proprio sottosopra, con tutto quello che ne consegue.

Un’altra eccellenza di questo titolo è la colonna sonora. Fantastica, immersiva, mai noiosa, sempre azzeccatissima. Poteva forse essere diverso, in un gioco intitolato Symphony of the Night? La grafica in 2d è colorata, fluida e molto ben dettagliata., con personaggi e nemici estremamente ben caratterizzati e animati. Un vero e proprio capolavoro di pixel art, che all’epoca non faceva rimpiangere per nulla l’allora ancora acerba grafica 3d.

Symphony of the Night rimane senza dubbio alcuno il mio titolo preferito a marchio Castlevania, tanto che ne conservo gelosamente anche una copia originale in ottime condizioni risalente al periodo Playstation 1, una vera e propria reliquia che si è salvata dalla furia iconoclasta (e a posteriori stupidissima), di quando ho dato via i giochi originali in mio possesso della prima console grigia Sony, per finanziare la mia brand new softeca per l’allora fiammante Playstation 2, che al momento dell’uscita costava esattamente come il mio primo stipendio percepito. Il fatto che abbia proprio scelto SOTN da tenere come “memento” per quella stagione videoludica che stavo personalmente chiudendo, la dice lunga su quanto apprezzo il titolo in particolare, e tutta la saga in generale. Scoprirò anni dopo che quell’unica copia superstite, vale anche qualche (poco) soldino attualmente sul mercato del collezionismo, anfratto oscuro che, per fortuna mia e del mio portafogli, non mi ha mai interessato.

Foto, spaventosamente brutta, del mio “tessoro”

Castlevania Symphony of the Night, oltre all’originale su PS1, l’ho avuto anche su PSP, dove era presente in Castlevania The Dracula X Chronicle, come “gioco bonus” al seguito di una sorta di remastered in 2,5d di Rondo of Blood, insieme alla versione originale (e migliore) di quest’ultimo, l’ho poi recuperato anche su Playstation 4 nella Requiem Collection e, last but not least, in versione Xbox 360 sullo store della mia Xbox Series S. Insomma, non rieco proprio a stare senza una copia almeno di quello che, a conti fatti, è probabilmente uno dei miei 5 videogiochi preferiti di sempre.

In breve, un altro Halloween sta arrivando, e io sento il bisogno di una nuova run a SOTN.

Buona notte, Creature!

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