DINORIDERS, cavalca dinosauri straight outta the ’80!

C’è poco da dire. Piaccia o non piaccia, i dinosauri sono una figata. Alzi la mano chi da bambino, e da più grandicello anche, non si è appassionato alle preistoriche avventure delle cosiddette “Lucertole Terribili”. Chi non lo ha fatto, è decisamente qualcuno che si è perso delle cose.
Crescendo poi, alcuni si perdono per strada, ma in generale l’interesse per tutto quello che riguarda i nostri amati dinosauri rimane in tantissima gente. A confermare questa teoria, è la preponderante presenza di queste meravigliose creature in tutta la cosidetta “Cultura Pop”.
Che poi, a dire il vero, non siamo per davvero invasi da dinocose in ogni dove. Diciamo che il germe c’è, ha attecchito, soprattutto nei media/giocattoli/gadget per bambini e cultisti più giovani, ma che non siamo fortunatamente arrivati ai condom a forma di dinosauro (e con il primo Jurassic Park un po’ lo abbiamo rischiato). Poco ci manca, ma non ci siamo.

È indubbio però che, come dicevamo prima, i dinosauri vadano molto forte anche per i cosiddetti casuals, complici ovviamente i film della serie Jurassic Park/World. Si, quelli che in pratica il prossimo anno potrebbero tranquillamente perdere l’uso degli sfinteri per, che so, un film sui gatti grassi o i piccioni con dei ritardi mentali.
I Dinosauri… Credo che ciclicamente siano un argomento che torna alla ribalta, forse soltanto per far sembrare meno stramboidi i bambini (più o meno grandi) che davvero stravedono per queste mitiche ed estinte creature.
A controprova di quello che dico, c’è una serie di giocattoli/cartoni animati (come moltissimi brand dell’epoca, anche per questo il cartone era nato solo ed esclusivamente per boostare i pupazzetti giocattolo) che Jurassic Qualcosa levati per davvero che arrivo Io. Sto parlando dei Dino Riders.
Dino Riders era una serie di cartoni animati del lontano 1988, quando tutti eravamo più teneri e il mondo era più bello, nata per fare appunto da spottone pubblicitario a una serie di pupazzetti targati Tyco. Come i MOTU (Masters of the Universe) e i GIJOE, per intenderci, stessa identica situazione. Solo che qui si parlava soprattutto di dinosauri. Argomento non figo, di più.

Dino Riders, in pratica, prendeva lo stesso identico plot di Trasformers, condendolo però con abbondante salsa giurassica. Due civiltà aliene contrapposte, i buoni e saggi Valorians e i terribili e tamarrissimi Rulons, fuggono dai loro rispettivi pianeti per una non meglio precisata catastrofe, finendo per naufragare sulla terra preistorica. In che periodo? Non si sa.
Non si sa perché, con la magnificente e accurata coerenza delle varie serie dell’epoca, i nostri valorosi alieni si ritrovano faccia a faccia con un improbabile zibaldone di epoche e creature. Nelle giungle (con annesso vulcano, altro asset mai visto. Lol) della terra primordiale, gli E.T. Con la faccia da scemi si trovano infatti di fronte sia a Tyrannosaurus Rex, vissuto nel periodo Cretaceo, che Stegosauri, erbivoro che invece prosperavano nel Giurassico, millemila milioni di anni prima. E per non parlare del fatto che i giganteschi besti, come gli animali odierni d’altronde, vivevano ognuno nel proprio Habitat, non necessariamente in contatto gli uni con gli altri, anche a parità di tempo. Come dire, vedere assieme un leone e un orso polare. O qualcosa del genere. Ma intanto, che ce ne fotte? Siamo nei ruggenti anni ’80 tutto va bene!

Bestialità paleontologiche a parte, i Dino Riders erano per davvero un “Must Have” per ogni bambino vagamente figo del circondario. Il tuo grado di figaggine quando scendevi giù in strada (si, noi negli anni ’80 ancora giocavamo in strada. Peccato che non tutti siamo riusciti a laurearci li) si misurava sulla grandezza e l’elaborazione dei tuoi dinosauri giocattolo. E dai loro armamenti. Si, perché ogni bestio aveva anche un “pilota” e un’armatura da guerra, completa di ogni ammennicolo per offendere. Roba così complessa che per vedere boiate simili bisognerà aspettare la saga di Turok.
I giocattoli erano realizzati seguendo le linee guida dettate dagli incubi mistici di un vecchio paleontologo morto pazzo (altro che piume!), ma facevano comunque la loro porca figura tra noi ragazzetti.
Indipendentemente da tutto, per la feroce logica giovanile di quegli anni, se avevi il Tirannosauro da guerra con Supercazzola Rompiculi eri un capo. Se invece avevi un misero pterosauro usato dal pupazzino di turno a mo di aliante… Beh, il bullismo te lo meritavi tutto!

Nonostante sia serie animata che linea di giocattoli abbiano fatto molto meno brutto che i già citati MOTU o Transformers, i Dino Riders sono stati una bella e granitica pietra miliare dell’intrattenimento giovanile. Una serie imbarazzante se vista al giorno d’oggi, ma in linea con i valori e le tendenze che hanno cresciuto la mia (nostra) generazione. Una serie di cui guarderei volentieri un reboot/remake, a patto che non debbano mandare letteralmente tutto in vacca con le solite trovate “woke”or something…
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