Space Marine 2 — La Non Recensione

 

Sono oramai più di dieci giorni che, videoludicamente parlando, non faccio altro che giocare a Space Marine 2! Certo, il mio essere un enorme fanatico di Warhammer 40.000, l’universo grim dark creato da Games Workshop a partire dagli anni ’80, ha contribuito non poco al chiudermi totalmente su questo singolo gioco, ma ci sono decisamente anche molti altri fattori che rendono Space Marine 2 un titolo una spanna sopra a tutto quanto uscito da un (bel) po’ a questa parte. Mettetevi dunque comodi, che vado a spiegarvi il perchè di questa mia affermazione.

Ora parte la predica…

Come i più arguti di voi avranno potuto immaginare già dal titolo, Space Marine 2 è il seguito diretto di un titolo uscito ormai la bellezza di tredici anni fa, guarda caso intitolato proprio Space Marine. Stiamo parlando di un third person shooter che, dal lato delle meccaniche e del gameplay, si ispirava forse un pochino troppo a una delle serie più fighe in assoluto di quegli anni (e una delle mie saghe videoludiche preferite di sempre), Gears of War.

I ragazzi di Relic Entertainment, responsabili dello sviluppo del gioco, non hanno mai fatto mistero di aver preso come modello i capolavori realizzati da People Can Fly e Epic Games, ma la cosa bella è che proprio i creatori di Gears of War hanno ammesso di essersi volutamente ispirati ai guerrieri superumani di Warhammer 40.000 quando hanno ideato Marcus, Dom e tutta la testosteronica cricca, quindi siamo finiti in un vortice di citazioni, omaggi e ispirazioni realmente sublime.

Sia come sia, Space Marine 2 arriva dopo più di un decennio a continuare il racconto delle gesta del prode Titus, iniziate durante l’invasione da parte degli Orks del mondo forgia di Graia, e che proseguono in questo seguito dopo un centinaio di anni almeno nel bel mezzo di un’invasione Tiranide, mostruose creature simil xenomorfi (ma molto peggio in realtà!) guidate da una imperscrutabile Mente Alveare. Tralascio il resto della trama perché ininfluente per quello che voglio raccontarvi con questa non-recensione, ovvero che Space Marine 2 è un titolo fighissimo soprattutto perché è un maledettissimo gioco di due generazioni di console fa!

Ecco li, direte voi, è partita la stronzata… E invece no! Realmente uno dei maggiori punti di forza di Space Marine 2 è proprio il feeling e la giocabilità ignorante di un titolo action poppato furi direttamente dall’era Xbox 360/ PS3. Senza troppi fronzoli, si prende il controllo di (in questo caso) una sorta di tecnomonaco guerriero potenziato geneticamente e armato fino ai denti che, assieme ad altri individui della stessa risma, porta morte e distruzione sulle incessanti orde di alieni cannibali e ferocissimi, anche grazie all’ausilio di armi volutamente esagerate, il tutto in un’ambientazione tecno fantasy grim dark, che vuole prendere per il culo l’oscurantismo europeo della chiesa medioevale e i regimi totalitaristi in genere.

SOLO GUERRA! Capito!?

No storie profonde che ti lasciano qualcosa dentro, no inclusività forzata o meno, no messaggi socio/politico/religiosi/motivazionali. Soltanto azione frenetica e violentissima, esaltazione degna dei sogni di onnipotenza di ogni adolescente in crisi ormonale e tanto, ma veramente tanto, divertimento al fulmicotone, dovuto principalmente al fraggare mostruosità incessantemente. Per parafrasare la tag line dell’intero universo narrativo, questo non è The Last of Us, qui c’è SOLO GUERRA.

Si, ma stai calmo!

La campagna di Space Marine 2 non è lunghissima, si assesta sulla dozzina di ore più o meno, ma è davvero divertente, ricca di spari scoppi ed esplosioni, situazioni epiche e qualche colpo di scena. Bella veramente, ma non è questa la parte più succosa del gioco, a mio avviso. Il meglio il gioco lo da con la sezione multiplayer, soprattutto con quella PvP.

Esistono infatti due differenti modalità di gioco multiplayer, la prima delle quali è la Guerra Eterna, un PvP piuttosto classico dove, schierati rigorosamnete a caso tra fazioni di Astartes (gli Space Marine del titolo) lealisti o traditori, ci si fa allegramente la pelle nelle più classiche varianti di queste modalità, Dominazione, Deathmatch ecc…

Bello e divertente, ma mai quanto la seconda modalità, ovvero Operazioni, dove tu e la tua squadra dovrete affrontare in cooperativa tutta una serie di “side quest” della campagna principale, ovviamente fraggando a più non posso le orde nemiche controllate dal computer. E qui si raggiunge il top, con partite coinvolgenti, a tratti davvero impegnative, e che vanno ad aggiungere tasselli interessantissimi alla già esaltante progressione degli eventi. Sei Operazioni disponibili già dal lancio e, stando alla road map pubblicata da Saber, la casa di sviluppo del gioco, altre in arrivo nei prossimi mesi con una serie di aggiornamenti gratuiti, che vanno ad accompagnare l’uscita dei vari DLC riguardanti i vari Capitoli di Space Marines.

Si, perché esiste anche una componente di personalizzazione dei propri guerrieri, sbloccando araldiche e tipi di armature sempre più tamarre man mano che si gioca e si accumula esperienza. E quindi, sotto coi Capitoli custom, proprio come i miei Sons of Lugubria, nati dalla mia mente perversa nell’editor del primo Dawn of War, e approdati finalmente anche in uno dei migliori action shooter a tema WH40K mai pubblicati. Si, Space Marine 2 mi è piaciuto davvero troppo, per quello che mi sto letteralmente chiudendo sul gioco, soprattutto a fare Operazioni con i miei Sons of Lugubria!

Son of Lugubria

Credo proprio che, salvo imprevisti di sorta, io abbia trovato il mio personale GOTY 2024, ma vedremo cosa ci riserva questo promettente autunno in arrivo!

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